Quello che sta succedendo a Calatafimi è molto grave.
Il Sindaco Sciortino ha omesso di dire tutta la verità sull’impianto di trattamento dei rifiuti che verrà costruito in contrada Gallitello.
Ha convocato una riunione per informare la cittadinanza sui dettagli dell’impianto, parlando di Biometano e di rifiuti organici, e quindi di un impianto sostenibile, senza particolari emissioni inquinanti.
È venuto fuori invece, che non è così.
Si tratta, in realtà, di un Gassificatore che potrà trattare 130.000 ton/annue, 60.000 di organico e 70.000 di RSU alla temperatura di 600/1200 gradi con emissioni altamente inquinanti e pericolose per la salute dei cittadini.
Riteniamo che la modalità di comunicazione utilizzata dal sindaco sia contraria alla legge, ed il fatto che sia avvenuta alla scadenza del termine per la presentazione di opposizioni ed osservazioni è un altro grave elemento che inficia tutta la procedura seguita dall’amministrazione di Calatafimi, che fra l’altro aggira procedimenti molto più stringenti di Via, Vas, Aia.
Di fatto il sindaco ha tenuto all’oscuro non solo i cittadini di Calatafimi, di ciò che si intende realmente costruire in contrada Gallitello, ma anche tutti i comuni e gli abitanti ad esso vicino e quindi Alcamo, Camporeale, Gibellina, Salemi, Vita, S. Ninfa ecc..
Non riusciamo a comprendere perchè l’impianto di compostaggio aerobico pubblico, benchè approvato e finanziato sotto l’amministrazione Ferrara, non viene realizzato (con vantaggi economici superiori rispetto a quanto proposto dal privato) ed iniziative private, obsolete, inquinanti, sconosciute ed uniche in Italia, in contrasto con la normativa europea (che mette al primo posto il riuso, il riciclo e la raccolta differenziata) vengano, invece, sponsorizzate dai nostri amministratori.
Il nostro territorio non può tollerare un ulteriore attacco alla sua integrità ambientale ed alla salute dei suoi cittadini.
Ad est il progetto di Inceneritore della Bertolino in contrada Bosco Falconeria, ad ovest il Gassificatore di contrada Gallitello.
Alcamo si troverà accerchiata da impianti industriali altamente inquinanti e pericolosi.
NON LO PERMETTEREMO!
Comunicato Stampa
MASSIMO FUNDARÒ
Presidente dell’associazione ECO’!
Dopo la promozione del comunicato stampa sulla nostra pagina Facebook Calatafimi Segesta News il Sindaco si Calatafimi Segesta Vito Sciortino, ha risposto con un commento che riportiamo di seguito per intero:
“Si tratta un impianto per il trattamento della frazione umida con processo anaerobico che viene artatamente presentato, in maniera semplicistica e pretestuosa, alla stregua di un “gassificatore” o, come lo ha maldestramente definito un esponente politico del territorio, “inceneritore”. Da settimane tutti gli elaborati tecnici sono a disposizione di chiunque faccia richiesta di accesso agli atti presso il Settore Territorio e Ambiente, dove è stata approntata per l’occorrenza una apposita postazione con PC contenente tutti i files del progetto. Il Responsabile del Settore è a disposizione di chiunque chieda informazioni, dettagli ed approfondimenti sull’iniziativa che, preciso, ricalca le caratteristiche di un analogo impianto in fase di realizzazione nei pressi di Milano e sostenuto dalle associazioni ambientaliste, tra le quali, e non mi sembra poco, anche Legambiente. Prima di esprimere il parere sul progetto, l’Amministrazione Comunale ha acquisito tramite i propri Uffici notizie circa l’eventuale disagio ambientale che l’impianto potesse causare ed ha posto tale condizione come “pregiudizievole” invalicabile per il prosieguo dell’iniziativa. Verificheremo costantemente il rispetto di tale pre-condizione.”
Ciò che però ancora non è chiaro, nonostante quanto riportato dal Sindaco di Calatafimi, è il motivo per il quale è previsto il trattamento di 70.000 T di RSU sempre se tale dato riportato in diverse fonti dovrebbe rilevarsi veritiero.
Altra cosa non chiara è il come il progetto per un centro di compostaggio approvato e finanziato anni addietro, sia ancora bloccato alla Regione, mentre progetti privati vengono subito messi in atto dimostrando ancora una volta il quanto gli enti pubblici si confermano inefficienti in una Sicilia che ha bisogno di risollevarsi.
calatafimisegestanews
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