A pochi giorni dalla sua uscita ecco una nuova recensione su uno dei giochi più attesi nel mese di novembre.
Pro Evolution Soccer o meglio conosciuto come PES è un simulatore di calcio sviluppato da Konami, famoso in tutto il mondo anche con nomi diversi dalla versione italiana, ha da sempre accompagnato ogni anno tutti gli appassionati videoludici, rilasciando un gioco che ha fatto da punto di riferimento agli sviluppatori al giorno d’oggi.
Negli ultimi anni non ha saputo rilanciarsi ed a rispondere appieno alle nuove esigenze di gameplay, lasciando un gioco troppo semplice e ripetitivo da partita a partita.
Quest’anno invece Konami si è presa più tempo per presentare un gioco migliore sotto ogni aspetto concentrandosi a rispondere alle nuove esigenze sia del videogiocatore che delle nuove console di NextGEN.
Infatti nella demo PES 2015 si presenta molto blando, lasciando tutto al mistero e facendoci passare direttamente alla selezione delle squadre (quindi presumibilmente nessuna nuova modalità di gioco), quello che si può dire al di fuori della partita è che il menù è formato da icone rettangolari.
Al tal riguardo anche se non molto rivoluzionata, la scelta della formazione riesce ad essere più chiara e semplice senza occupare troppo spazio nello schermo.
Ma i cambiamenti si fanno sentire!
Iniziamo la nostra partita (in verità più di una), le novità più lampanti sono:
- Fine dei binari, i giocatori affaticano a cambiare direzione come si faceva una volta, ora hanno la necessità di rallentare se non di fermarsi per cambiare lato, ma con un gioco di scatti improvvisi si possono effettuare comunque dribbling a velocità sostenute;
- La fatica si fa sentire, l’energia cala velocemente e se si fanno correre troppo i giocatori si rischia già a metà tempo di ritrovarsi con gran parte della squadra senza forze, ma sfortunatamente o meno non sembra influire davvero in partita;
- Grafica da paura, ogni giocatore è fatto in maniere precisa e dettagliata mette in imbarazzo l’immagine del vero giocatore che vediamo in tv, quella del gioco sembra più reale per poco, unica pecca: Konami troppo vanitosa, è bello da vedere ma sembra che ogni scusa è buona per mettere un filmato anche con azione che si spengono lontano dalla porta e che sono futili;
- Intelligenza artificiale molto avanzata, inserimenti e coperture a tutto campo, in questo gioco c’è molta aggressività ed a volte il computer interverrà anche quando non ne richiedi l’aiuto. Bisognerà essere veloci nel giro palla ma basterà filtrare tutto come al solito per far rovinare una CPU che ha molto potenziale ed è a mio parere superiore a quella della sua diretta avversaria;
- Buon gameplay ma…, ha molto da imparare ma Konami ha cominciato a capire cosa cerca il videogiocatore d’oggi, per prima cosa adesso si sbaglia il passaggio se dosato male o se impreciso nella direzione, serve tempismo per colpire la palla di testa (che fino al 2013 a mio avviso non ho mai notato) se si sbaglia e non facciamo caso al tempo della caduta della palla si può anche fare un “liscio” che rovineranno azioni da goal a 1 metro dalla porta. Non bene per il cross: piede debole, in velocità e magari un po’ defilati non importa, tanto il cross uscirà molto pulito con una traiettoria che passa per la testa di un compagno;
- Rubare palla non sarà cosi semplice, anche lì servirà tempismo ed essere messi nella giusta direzione, ma se si ha una difesa forte basta tenere premuto il comando del pressing e faranno tutto loro;
Insomma un gioco che comincia a trasmettere i nuovi meccanismi di dinamicità e di fluidità al gameplay, ha tanto da dare e molto da riorganizzare, per gli appassionati non sarà un problema acquistarlo anzi dopo questi ultimi anni è già da considerarlo il miglior PES dell’ultimo quinquennio, ma basterà per battere un FIFA che non sta andando affatto male?
Il ritardo d’uscita non aiuta poi così tanto.
VOTO: 8/10
Nicolas Catalano
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