Massima flessibilità anche sugli aiuti di Stato e la Commissione proporrà al Consiglio di attivare la clausola di crisi. Von der Leyen: “Evitare danni permanenti all’economia”. Dombrovskis e Gentiloni scrivono a Gualtieri dando via libera a tutte le misure necessarie: non ne verrà tenuto conto quando si valuteranno i conti pubblici italiani.
Ogni spesa necessaria per la risposta alla pandemia sarà esclusa per definizione dal calcolo del deficit strutturale. Le regole sugli aiuti di Stato sono di fatto congelate per consentire agli Stati colpiti di dare sollievo fiscale, aumentare gli ammortizzatori sociali e compensare i settori economici fermi. Se poi il coronavirussfocerà in una recessione europea, i vincoli di bilancio saranno sospesi. Da giorni si ripete che la risposta del Vecchio continente al coronavirus deve essere coordinata. Oggi la Commissione Ue fa un passo concreto, al di là del fondo da 25 miliardi annunciato martedì scorso.
Spese fuori dal deficit – Da un lato arriva la tanto invocata “golden rule”, non per gli investimenti ma per qualsiasi spesa necessaria per far fronte al virus: non sarà conteggiata nel deficit. Viene insomma concessa “massima flessibilità”, ha spiegato la presidente della Commissione Ursula von der Leyen in conferenza stampa, perché i Paesi membri devono poter spendere tutto ciò che sarà necessario per la sanità, gli ammortizzatori, il sostengo alle imprese in particolare in settori come infrastrutture e trasporti. Lo choc del virus “è temporaneo ma noi dobbiamo agire per limitarlo il più possibile, facendo in modo che non si creino danni permanenti all’economia“.
In linea con questa decisione i commissari Valdis Dombrovskis e Paolo Gentiloni, in una lettera inviata al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, chiariscono che “ogni misura ‘una tantum’ sulla spesa sarà esclusa per definizione dal computo del deficit” e “non ne sarà tenuto conto quando si valuterà la conformità con lo sforzo fiscale richiesto nell’ambito delle regole esistenti. Inoltre, la Commissione Ue valuterà ogni possibile richiesta sotto la ‘clausola eventi imprevisti’, usando il massimo della flessibilità” delle regole Ue”.
Stop alle regole del patto in caso di recessione – Ma non solo: la Commissione è pronta a proporre al Consiglio di attivare la clausola di crisi per accomodare un sostegno fiscale più generale. Questa clausola – prevista da regolamento europeo del 1997 in caso di sforamento temporaneo “determinato da un evento inconsueto non soggetto al controllo dello Stati – sospenderà gli aggiustamenti di bilancio raccomandati dal Consiglio in caso di recessione severa della zona euro e della Ue.
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